giovedì 24 luglio 2008
(c) Uguali e Diversi ONLUS
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Con Zacchel nel cuore Print E-mail


di Monica Orlandi

Quest’ultimo viaggio in Brasile è stato diverso da tutti gli altri.
L’incontro con Zacchel, ragazzino di strada dagli occhi grandi e dallo sguardo vispo e malizioso, mi ha turbata, rallegrata e rattristata insieme, un groviglio di emozioni e di pensieri contrastanti che, a distanza ormai di oltre un mese, restano ancora intatti nella mia mente.


Sono partita con l’intento di dedicare un po’ del mio tempo libero ai bambini di strada di Maceiò, volevo capire il loro mondo, addentrarmi nella loro realtà, osservarli da vicino, per poterli un giorno aiutare meglio.


Quella sera mentre passeggio, decido di fare una breve sosta in un tipico chioschetto sul lungomare della zona turistica di Pontaverde, giusto il tempo di mangiarmi un panino. Al mio fianco siede un turista francese, iniziamo a parlare del nostro soggiorno in Brasile.
Si avvicina a noi un ragazzino, ha l’aspetto un po’ impaurito, ha talmente fame che  non facciamo manco in tempo a offrirgli quel panino che dopo due secondi ha già divorato anche il nostro. Da  quel momento in poi non riuscirò a non prendermi cura di lui, voglio offrirgli tutta la comprensione e l’affetto che questi pochi giorni possono permettermi.
Mi racconta che su quella panchina di fronte all’hotel Pontaverde dorme tutte le sere, che non ha i genitori. Ha freddo, trema e mi chiede una coperta. Gli porto qualcosa per coprirsi. E’ tardi, lo lascio tranquillo e proseguo la mia passeggiata.
Al mio ritorno Zacchel stenta a riconoscermi, barcolla, si copre il viso con le braccia.
Intuisco purtroppo che anche lui sniffa colla, ha ancora la bottiglietta in mano, tutto il suo corpo emana l’odore di quella letale sostanza.
Una scoperta terribile, provo un grande dolore. E’ notte ma non posso lasciarlo solo in preda al pianto, alla disperazione e alle sue tremende allucinazioni visive.
L’indomani riesco a convincerlo ad andare al Centro di accoglienza Barranova, dove risiedono altri ragazzi abbandonati. Sono molto contenta che abbia finalmente trovato un letto, possa mangiare e avere tanti compagni con cui giocare.




Una felicità immensa, il più bel regalo di Natale della mia vita penso….
Ora che Natale è passato, anche Zacchel se n’è andato, ho saputo che ha lasciato il centro ed è tornato sulla strada.
Non sò se mai lo rivedrò ma vorrei tanto poterlo riabbracciare e vederlo sorridere con gli stessi occhioni di quando ci siamo salutati quel pomeriggio in cui sono partita.



 
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