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Avepozo, 28/01/06 Carissima Suor Rosaria, come vedete vi ho mandato alcune foto relative alla “prima” “grande” attività che stiamo svolgendo qui in Africa. L’idea è nata da quando abbiamo conosciutio la parte interna del nostro villaggio: “Avepozo Kpotoa”.
Questa zona rispetto a “Avepozo” è molto, molto più povera, vale a dire che se qui si riesce a mangiare una volta al giorno, lì non c’è nemmeno questa sicurezza. Tra l’altro ogni qualvolta siamo andate a “Avepozo Kpotoa”, abbiamo notato la presenza di tantissimi bambini e la totale assenza di scuole. Quando abbiamo chiesto spiegazioni ci hanno detto che le scuole li non ci sono perché i genitori non hanno la possibilità di pagare. (Qui non ci sono scuole statali, o meglio, anche le scuole statali si pagano). Noi pensavamo che era una somma alta da pagare, ma in realtà per le cosiddette “scuole statali” si pagano 7000 CFA all’anno, che in EURO sono circa 10 EURO. Quindi questa gente per 10 EURO all’anno non può mandare i propri figli a scuola. Così abbiamo pensato di raccogliere questi bambini per cominciare a insegnar loro qualcosa. Quando abbiamo iniziato non pensavamo assolutamente alla grande quantità di bambini che avremmo incontrato: pensate nel giro di una settimana siamo arrivati a 250 bambini circa, che vanno dai 2 ai 13 anni. La maggior parte di loro sono denutriti, infatti al momento di mangiar molti non hanno i soldi (si tratta di 25 CFA pari a 5 centesimi) e abbiamo provveduto noi. Dato che non c’è spazio per loro per il momento ci stiamo riunendo nella chiesa che, come potete vedere dalle foto è una specie di grande capanna fatte con foglie di palma e con tronchi d’albero che fungono da banchi. E’ un’impresa veramente ardua perché abbiamo bisogno di tutto: banchi, sedie, quaderni, penne, colori e soprattutto di uno spazio chiuso dove poter stare tranquilli, perché oltretutto lì, essendo tutto aperto, è facile perdere i bambini, ma soprattutto c’è il pericolo che possa venire qualche malintenzionato, tanto è vero che il capo del villaggio spesso viene per darci sicurezza o manda qualcuno come sorvegliante. Vi ho detto tutto questo perché so quanto impegno ci mettete per le missioni e quindi spero che riusciate a sensibilizzare un po’ le persone e cercare di aiutarci a portare avanti questo progetto appena iniziato. Vi mando tanti saluti e soprattutto vi ringrazio, anche da parte di tutti i bambini, per tutto ciò che farete. Non vi preoccupate perché per noi adesso niente è poco, quindi anche il minimo per noi qui risulterà il massimo.
Grazie infinite Con Affetto Angela |