giovedì 09 settembre 2010
(c) Uguali e Diversi ONLUS
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Quella gioviale povertà che si chiama Andraujo Print E-mail
di Monica Orlandi
Una strada di sabbia e terriccio rosso, immersa in una lussureggiante foresta tropicale di palme da cocco e mango, porta dritto ad Andraujo, la favela situata appena fuori dal villaggio di Garça Torta, una comunità di pescatori a soli 9 kilometri a nord di Maceiò.





E’ piacevole percorrerla a piedi per godersi il silenzio rotto soltanto dal canto degli uccelli e perdersi in quella sensazione di pace che aleggia tutt’intorno, una tranquillità solo apparente perchè è proprio in questo tratto che gli abitanti più temono di essere assaliti e derubati da predoni (confesso di aver rischiato anch’io di tornare senza digitale ma tutto è andato a lieto fine).

In compagnia delle missionarie ci si sente comunque al sicuro. 
D’altronde la povertà porta inevitabilmente con sé la mancanza di prospettive future e insieme, il diffondersi della criminalità, del consumo di “maconha” (la nostra marijuana) e di alcol.
Sono più o meno 600 gli abitanti di questa favela, in prevalenza giovani e bambini. Si guadagnano da vivere facendo i venditori ambulanti di cocco, noccioline, bibite e dolci sulla vicina spiaggia. Le giovani donne lavorano come baby-sitters, cameriere e lavabiancheria.  
Il tasso di analfabetismo è piuttosto elevato ma i bambini possono frequentare la scuola.
Al mio arrivo alcuni di loro mi corrono incontro sorridenti e festosi, mi riconoscono, è la mia seconda visita qui. Una bimba mi regala un fiore in segno di affetto e di amicizia. Distribuisco  caramelle e chupa-chups. Si divertono un mondo ad essere fotografati,  e a ridere di sé rivedendo la propria immagine sullo schermo.



Si accontentano con poco, una vecchia bambola e una bottiglia vuota di “cachaza” (la bevanda alcolica brasiliana che si ricava dalla canna da zucchero) semplici distrazioni ludiche ben lontane dalle Barbie di ultima generazione e dai sofisticati giochini elettronici dei bimbi di oggi.

Tutto è pronto ed allestito per celebrare la messa nella chiesetta del centro ma la propaganda elettorale in occasione delle prossime elezioni presidenziali attira molta gente e impedisce agli abitanti di partecipare alla celebrazione.



Qui le suore si adoperano quotidianamente per svolgere attività di catechesi con gli adulti e di pastorale con i bambini, aiutare le famiglie nel sostegno economico con la creazione di prodotti artigianali.

Un medico viene una volta al mese e fa visite in chiesa.
La modernità è entrata anche qui, intravedo un ragazzo con un cellulare, per un attimo resto sorpresa. Televisione e impianto stereo non possono mancare, ogni casa ne è provvista, d’altronde musica e ritmo non sono la più importante essenza dello spirito brasiliano? 






 
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